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martedì 26 marzo 2013

Credito alle PMI: moratoria mutui in aiuto ai piani finanziari


Prorogato di ulteriori tre mesi il termine di validità delle iniziative a sostegno delle imprese in difficoltà. Le aziende, per i finanziamenti che non avessero già usufruito di precedenti moratorie, possono richiedere la sospensione per un anno, avendo tempo fino a fine giugno per presentare le domande. Intanto, banche e imprese sono al lavoro per  definire un nuovo accordo compatibile con l’evoluzione della congiuntura economica e delle condizioni operative delle banche.

Viene prorogato di altri tre mesi, ossia fino al 30 giugno 2013, il termine di validità delle “Nuove misure per il credito alle Pmi”, il pacchetto di iniziative a sostegno delle imprese in difficoltà messo a punto dal settore bancario con il Ministero dell' economia e delle finanze, il Ministero dello sviluppo economico e tutte le Associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale. Lo ha comunicato il 20 marzo a Milano il Comitato esecutivo dell’ABI.
Il pacchetto di misure prevede la possibilità per le banche di sospendere mutui e leasing; di allungare la durata di mutui, anticipazioni bancarie e scadenze del credito agrario di conduzione; nonché di concedere finanziamenti connessi ad aumenti di mezzi propri delle imprese piccole e medie. Le misure sono state prorogate alla luce della situazione economica ancora complessa per il Paese e in vista del varo di nuove iniziative di sostegno alle piccole e medie imprese. Con questo obiettivo, l’ABI ha avviato il confronto con i rappresentanti delle imprese per individuare insieme le linee guida sulla cui base realizzare, entro il nuovo termine di fine giugno, un nuovo accordo.
In particolare, dal confronto avuto finora è emersa una visione comune su una serie di temi rilevanti per lo sviluppo del Paese, che potranno essere inseriti nel nuovo accordo. Tra questi, l’attenuazione degli impatti di Basilea 3 sulle Pmi, il potenziamento dell’operatività del Fondo di garanzia per le Pmi e lo sviluppo delle reti d’impresa.



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mercoledì 20 marzo 2013

Concordato preventivo: controllo di legittimità sulla fattibilità della proposta


Al giudice spetta un controllo di legittimità sulla proposta di concordato preventivo mirante a valutarne la effettiva realizzabilità
via ilsole24ore


Le Sezioni unite della Corte di cassazione con la sentenza 1521/2013 hanno chiarito che: 

“Il giudice ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, non restando questo escluso dalla attestazione del professionista, mentre resta riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito del detto giudizio che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano ed i rischi inerenti; il controllo di legittimità del giudice si realizza facendo applicazione di un unico e medesimo parametro nelle diverse fasi di ammissibilità, revoca ed omologazione in cui si articola la procedura di concordato preventivo; il controllo di legittimità si attua verificando la effettiva realizzabilità della causa concreta della procedura di concordato; quest’ultima da intendere come obbiettivo specifico perseguito dal procedimento; non ha contenuto fisso e predeterminabile essendo dipendente dal tipo di proposta formulata, pur se inserita in generale nel quadro di riferimento, finalizzato al superamento della situazione di crisi dell’imprenditore, da un lato, e dell’assicurazione del soddisfacimento, sia pure ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori, da un altro”.

giovedì 16 febbraio 2012

Piani di impresa per vincere la crisi

Troppo spesso sottovalutiamo la mole di dati e di dottrina che Università e centri studi ci mettono a disposizione.
Segnalo questa interessante ricerca che ha per oggetto le mosse strategiche passate e future delle imprese associate ad Assolombarda nell’ambito dell’Osservatorio Assolombarda Bocconi sulla competitività delle imprese italiane. Per comprendere come è possibile affrontare la crisi e uscirne indenni, se non addirittura più forti.

Sono state analizzate 60 aziende associate ad Assolombarda selezionate tra quelle che nel recente passato hanno fatto registrare buone performance e che per varietà del settore, della dimensione e della proprietà rappresentano il composito mondo di Assolombarda.

Ne è uscita una mappa delle azioni con cui le imprese hanno affrontato l’ultimo decennio: uno spettro articolato di approcci e soluzioni strategiche. Denominatore comune, la crescita. Il punto di forza di queste imprese sta nelle aree tecniche, dalla produzione alla R&S, all’ingegnerizzazione. E competenze forti si concentrano, nello stesso tempo, nell’ area commerciale.


Studi di questo tipo, pur non trattando direttamente di perizie e valutazioni, posso essere molto utili all'attestatore di un piano di impresa (sia in caso di LBO sia in caso di piani si risanamento - concordato, piano ex art. 182 bis o 67 lf).

Analizzare le best practice aiuta a verificare con maggior attenzione le ipotesi del piano, soprattutto a valutare gli investimenti necessari alla crescita spesso troppo sottovalutati.

Scarica la ricerca: Imprese oltre la crisi

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venerdì 18 luglio 2008

Perizia e piano di risanamento ex art. 67 LF

Il decreto del 16 luglio 2008 del Tribunale di Milano chiarisce che la nomina del perito incaricato ad attestare la ragionevolezza del piano di risanamento ex art. 67, terzo comma, lett. d), legge fallimentare così come modificata dal d.lgs. n. 169/2007, ed entrato in vigore dal 1° gennaio 2008, spetta all’imprenditore.

Il piano viene elaborato dall'imprenditore autonomamente, non in contraddittorio con i creditori, e non è soggetto ad alcun obbligo di pubblicazione.

Questo strumento, ancora sottovalutaro, tutela sia l’imprenditore (evitando il rischio di bancarotta) sia i creditori sottraendoli al rischi di revocatoria.

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domenica 13 luglio 2008

Concordato preventivo: il caso GURU

E' su tutte le pagine dei giornali il caso del gruppo Guru, fondato da Matteo Cambi.

Il pm di Parma Lucia Russo ha chiesto il fallimento.La richiesta del pm è avvenuta questa mattina nell’ambito dell’udienza che era stata fissata per discutere l'istanza di concordato preventivo presentata dall'azienda nonostante l'impegno della società tessile indiana Bombay Rayon Fashions acquisterà il brand Guru, e altre attività correlate, dalla Jam Session holding per 33 milioni di euro.

Il concordato preventivo si sostanzia in un piano di soddisfacimento parziale dei crediti che il debitore - nella figura dell’imprenditore o in forma societaria - propone ai suoi creditori, allo scopo di evitare il fallimento e conservare l’amministrazione e la disponibilità dei beni aziendali.
La disciplina è stata profondamente innovata dal d. lgs. 5/2005 e dal successivo decreto legislativo del settembre 2007.

Il contenuto del piano può oggi essere liberamente determinato dall’impresa: non vi sono vincoli o schemi prestabiliti, cosicché - una volta individuate le cause della crisi - è possibile agire nel modo più conveniente ed utile per l’insieme dei soggetti coinvolti.

Il professionista incaricato dalla legge di attestare la fattibilità del piano proposto dal debitore e la veridicità dei dati aziendali viene scelto dall’impresa, tra gli iscritti al registro dei revisori contabili e nel rispetto dell’art. 28, l. fall.: egli deve cioè presentare gli stessi requisiti che la legge richiede per la nomina a curatore.

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