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mercoledì 20 marzo 2013

Concordato preventivo: controllo di legittimità sulla fattibilità della proposta


Al giudice spetta un controllo di legittimità sulla proposta di concordato preventivo mirante a valutarne la effettiva realizzabilità
via ilsole24ore


Le Sezioni unite della Corte di cassazione con la sentenza 1521/2013 hanno chiarito che: 

“Il giudice ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, non restando questo escluso dalla attestazione del professionista, mentre resta riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito del detto giudizio che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano ed i rischi inerenti; il controllo di legittimità del giudice si realizza facendo applicazione di un unico e medesimo parametro nelle diverse fasi di ammissibilità, revoca ed omologazione in cui si articola la procedura di concordato preventivo; il controllo di legittimità si attua verificando la effettiva realizzabilità della causa concreta della procedura di concordato; quest’ultima da intendere come obbiettivo specifico perseguito dal procedimento; non ha contenuto fisso e predeterminabile essendo dipendente dal tipo di proposta formulata, pur se inserita in generale nel quadro di riferimento, finalizzato al superamento della situazione di crisi dell’imprenditore, da un lato, e dell’assicurazione del soddisfacimento, sia pure ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori, da un altro”.

martedì 4 settembre 2012

Piano di risanamento e linee guida ABI


Riporto per i cultori della materia il “Codice di comportamento tra banche per affrontare i processi di ristrutturazione atti a superare le crisi di impresa” predisposto anni fa dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana).
 
Il testo è di molto precedente alla riforma del diritto fallimentare (stampato nel 2000) ma in esso sono contenute alcune linee guida interessanti che: 
  • invitano gli istituti bancari a partecipare alle trattative con l’imprenditore, per ridurre gli elementi di incertezza sulla strategia da perseguire; 
  • obbligano le banche a fornire informazioni scritte e dettagli su esposizioni proprie, garanzie e fonti di rimborso; 
  • stabiliscono il principio secondo il quale tra le diverse banche devono vigere principi di informazione reciproca, cooperazione ed equità;  
  • impegnano le banche a non diffondere la notizia dell’insolvenza del debitore, poiché l’impresa deve essere messa in condizione di esercitare la propria attività anche durante le trattative.
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mercoledì 16 maggio 2012

Manuale Procedure Concorsuali e Registro Imprese

Si segnala il Prontuario Regionale degli adempimenti pubblicitari in materia di Procedure Concorsuali - terza edizione, settembre 2011 (in formato pdf - 572 kB)
Il prontuario è liberamente scaricabile e fornisce ausilio anche per il deposito delle domande di concordato preventivo e ristrutturazione del debito.

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domenica 13 settembre 2009

Piano di risanamento, accordi di ristrutturazione e concordato preventivo

Il ricorso a strumenti stragiudiziali per risolvere la crisi di impresa lascia ampio spazio all'autonomia privata e prevede una relazione di un esperto indipendente a tutela dei terzi creditori.

La relazione dell'esperto nelle procedure di risanamento aziendale deve attestare la ragionevolezza del piano redatto dagli amministratori.

L'attività di controllo e verifica di dati ed ipotesi presenta caratteristiche di notevole criticità data la difficile situazione in cui l'impresa si trova ad operare.
La due diligence deve contenere anche una attenta analisi delle ipotesi su cui si basano i dati prospettici del piano (flussi di cassa, ecc.).

L' ultima riforma infatti per la prima volta ha introdotto nell'ordinamento una relazione dell'esperto che non deve limitarsi a valutare il capitale economico dell'impresa ma effettuare una revisione sull'evoluzione futura della situazione economico finanziaria.

Questa relazione presenta notevoli analogie con quella necessaria in caso di leverage buy out o fusione con indebitamento.

L'esperto nel formulare il giudizio di ragionevolezza deve considerare:
- l'attendibilità del piano: valutare la correttezza delle ipotesi e la coerenza di queste con il mercato in cui opera l'imresa.
- la realizzabilità del piano, ovvero le difficoltà insite nel piano e la sostenibilità nel tempo dellos tesso.
- la visibilità, ovvero la capacità di disporre di elementi che fin da subito comprovino la sostenibilità dello stesso.

il principio di revisione intenazionale ISAE 400 prevede che il revisore ottenga un sufficiente livello di conoscenza del settore in cui opera l'impresa. Infatti dovendosi valutare scenari futuri, caratterizzati per definizione da incertezza, si richiedono all'esperto conoscenze più ampie rispetto a quelle utilizzate nella normale pratica professionale.

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